IP/ 09/842 Bruxelles, 28 maggio 2009 Agroalimentare: la Commissione propone iniziative per ottimizzare l’efficacia dei sistemi di commercializzazione e di qualità È necessario attuare iniziative intese a migliorare la comunicazione sulla qualità dei prodotti agricoli e che aiutino a ristabilire un collegamento tra agricoltori e consumatori. Inoltre i sistemi di etichettatura in materia di qualità devono essere più facili da utilizzare e da capire per i cittadini e occorre dare maggiore coerenza alla politica comunitaria in tale ambito. Sono queste le principali raccomandazioni contenute in una comunicazione della Commissione europea sulla politica di qualità dei prodotti agricoli, adottata in data odierna. Gli agricoltori europei rispettano alcuni dei requisiti di produzione più rigorosi del mondo per quanto riguarda la tutela dell’ambiente, il benessere degli animali nonché l’uso di antiparassitari e di medicinali veterinari. Oltre a ciò, utilizzano la competenza e la perizia di cui dispongono per dare ai prodotti qualità specifiche che ne aumentano il valore. Ma gli agricoltori ottengono la giusta ricompensa per il loro lavoro? I consumatori ricevono informazioni accurate sulle caratteristiche dei prodotti e sulle modalità di produzione? “Il settore agroalimentare dell’UE ha una meritata reputazione di elevata qualità grazie a decenni, se non secoli, di impegno per l’eccellenza,” ha osservato Mariann Fischer Boel, commissario responsabile di Agricoltura e sviluppo rurale. “I nostri agricoltori devono utilizzare questa reputazione per rafforzare la loro competitività e devono informare più efficacemente i consumatori sulle qualità dei loro prodotti. L’UE è disposta ad aiutarli in tale iniziativa. Questa occasione va colta anche per dare maggiore coerenza e semplicità ai nostri diversi sistemi di etichettatura e di certificazione.” Nella comunicazione la Commissione propone in particolare di: estendere l’etichettatura che identifica il luogo in cui è stato ottenuto il prodotto agricolo; esaminare l’opportunità di introdurre specifici termini riservati facoltativi per “prodotto di montagna” e “prodotto tradizionale”. Quest’ultimo potrebbe sostituire l’attuale regime delle “specialità tradizionali garantite”; istituire un unico registro per tutte le indicazioni geografiche (per i vini, le bevande alcoliche e i prodotti agricoli e alimentari), preservando la specificità di ciascun regime; migliorare il mercato unico per i prodotti interessati da sistemi di etichettatura, in particolare per i prodotti biologici; aumentare a livello internazionale la tutela delle indicazioni geografiche e contribuire allo sviluppo di disposizioni internazionali per le norme di commercializzazione e i prodotti biologici; elaborare orientamenti in materia di “buone pratiche” per i sistemi di certificazione privati, al fine di ridurre la potenziale confusione dei consumatori e gli oneri amministrativi per gli agricoltori. Contesto La comunicazione è stata elaborata sulla base dei 560 contributi ricevuti dall’ottobre 2008 in risposta al Libro verde della Commissione sulla qualità dei prodotti agricoli e dei risultati della conferenza ad alto livello sulla politica di qualità dei prodotti agricoli organizzata dalla presidenza ceca nel mese di marzo 2009. Norme di commercializzazione e direttive nel settore agricolo sono fondamentali per un commercio equo e per evitare che i consumatori siano indotti in errore sulle qualità del prodotto. Tali disposizioni stabiliscono l’identità di base del prodotto (cosa può essere chiamato “burro”‘?), la classificazione del prodotto (qual è il tenore minimo di materia grassa del “latte parzialmente scremato”?), la definizione di termini “riservati” che aggiungono valore (a quale olio d’oliva è riservata la dicitura “spremitura a freddo”?) e i requisiti per l’indicazione dell’origine o del luogo di produzione. I regimi di indicazioni geografiche sostengono la produzione agricola di elevata qualità, tutelano da usi impropri e da imitazioni le denominazioni dei prodotti di pregio e aiutano i consumatori fornendo informazioni sulle caratteristiche specifiche dei prodotti. Sono stati registrati circa 3000 nomi di vini, bevande alcoliche e prodotti agricoli e alimentari. Il regime per le STG (specialità tradizionali garantite) sottolinea il carattere tradizionale con riguardo alla composizione o ai mezzi di produzione. Soltanto 20 denominazioni sono state registrate nell’ambito del regime in vigore. Agricoltura biologica : la Commissione desidera eliminare gli ostacoli agli scambi nel mercato unico rappresentati da norme nazionali divergenti. Un contributo in tal senso verrà anche dal nuovo logo per i prodotti biologici in corso di elaborazione (cfr. IP/09/640 ), che dal 1° luglio 2010 sarà obbligatoriamente apposto sui prodotti dell’UE. Sistemi di certificazione : i sistemi di certificazione privati e nazionali garantiscono il rispetto di talune caratteristiche del prodotto, o del relativo metodo di produzione, indicate nel disciplinare. Esistono alcuni problemi (come minacce al mercato unico, potenziale confusione dei consumatori e duplicazione dei regimi) ma gli operatori interessati stanno adottando misure per risolverli e pertanto la Commissione non ritiene al momento necessario un intervento legislativo. http://ec.europa.eu/agriculture/quality/policy/communication_en.htm