IP/09/ 1138 Bruxelles, 15 luglio 2009 La Commissione propone l'abolizione del visto per i cittadini dei Balcani occidentali La Commissione europea, da tempo attiva sul fronte dell'abolizione del visto per i cittadini dei Balcani occidentali, ha confermato oggi tale impegno adottando una proposta che concede l'esenzione dal visto ai cittadini dell'Ex Repubblica iugoslava di Macedonia, del Montenegro e della Serbia. Grazie a questa proposta i cittadini dei tre paesi potranno viaggiare nello spazio Schengen 1 con i nuovi passaporti biometrici. La proposta della Commissione dovrà essere prima approvata dal Consiglio, consultato il Parlamento europeo. La Commissione mantiene l’impegno a favore della liberalizzazione dei visti anche per i cittadini di Albania e Bosnia-Erzegovina, paesi che non hanno ancora soddisfatto le condizioni necessarie per rientrare nella proposta odierna. Se il ritmo delle riforme resterà invariato e saranno riunite tutte le condizioni, la Commissione potrà considerare di presentare una nuova proposta, entro la metà del 2010, che comprenda anche questi paesi. Nel presentare la proposta il vicepresidente della Commissione Jacques Barrot, responsabile per il portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza, ha così commentato: "È davvero una buona notizia per i cittadini dei Balcani occidentali, specie per quelli dell'Ex Repubblica iugoslava di Macedonia, del Montenegro e della Serbia. So bene quanto sia importante per loro poter viaggiare senza visto. La proposta di oggi è il frutto del duro lavoro delle autorità e dei cittadini di questi paesi, che sono riusciti a rispettare tutte le condizioni. A loro vanno le mie congratulazioni". Il Commissario per l'allargamento, Olli Rehn, ha aggiunto: "Il nostro obiettivo, e nostro fermo convincimento, è che l'Albania e la Bosnia-Erzegovina seguano l'esempio. La tabella di marcia è ancora valida e fattibile, purché le autorità di questi paesi decidano sin d’ora di fare il possibile per raggiungere l’obiettivo. Se i progressi continuano a questo ritmo, entrambi i paesi si metteranno presto al passo con i loro vicini. Se ricorreranno tutte le condizioni necessarie, la Commissione potrà considerare di presentare, entro la metà del 2010, una nuova proposta che comprenda anche loro.” L'esenzione dal visto è un caposaldo della politica d'integrazione europea dei Balcani occidentali. Agevolando i contatti tra le persone si moltiplicano le opportunità a livello commerciale e aumentano per gli abitanti della regione le possibilità di conoscere meglio l'Unione europea. Il visto può essere abolito, però, solo se sussistono i requisiti di sicurezza necessari. Per questo la Commissione ha avviato il dialogo sulla liberalizzazione dei visti con i Balcani occidentali. Sulla base delle tabelle di marcia presentate dalla Commissione, i paesi in questione hanno fatto grossi progressi introducendo miglioramenti in settori come la sicurezza dei passaporti, i controlli di frontiera, il quadro istituzionale per la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, le relazioni esterne e i diritti fondamentali. La Commissione ha seguito attentamente le attività preparatorie. Le condizioni sono le stesse per tutti i paesi. L'Ex Repubblica iugoslava di Macedonia è riuscita a rispettarle tutte, per la Serbia e il Montenegro invece l'esenzione dal visto entrerà in vigore soltanto se, entro la data di adozione della proposta da parte del Consiglio, saranno rispettati anche gli ultimi parametri di riferimento, rimasti insoddisfatti, delle rispettive tabelle di marcia. L'Albania e la Bosnia-Erzegovina dovranno a loro volta proseguire gli sforzi per ottenere la raccomandazione positiva della Commissione. Q uesti due paesi accusano ancora lacune nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, nelle procedure di rilascio dei passaporti e nella gestione dell'immigrazione e delle frontiere. Nemmeno i residenti in Kosovo (ai sensi della risoluzione ONU 1244/99) beneficeranno per il momento della liberalizzazione dei visti poiché non ricorrono ancora in questo territorio i requisiti tecnici per realizzarla. In proposito, la Commissione continuerà a lavorare a stretto contatto con le autorità serbe e kosovare, esplorando le possibilità di risolvere in futuro la questione dei visti. Per maggiori informazioni sulle attività del vicepresidente Barrot si rinvia al sito Internet: http://ec.europa.eu/commission_barroso/barrot/welcome/default_en.htm 1 : Tutti gli Stati membri dell'UE, ad accezione di Regno Unito e Irlanda, più Svizzera, Norvegia e Islanda.