IP/09/ 1530 Bruxelles, 15 ottobre 2009 Politica marittima integrata dell’UE – priorità per la prossima Commissione La Commissione europea ha presentato oggi una relazione sui progressi della Politica marittima integrata dell’UE (PMI) negli ultimi due anni , che traccia le linee per i suoi sviluppi futuri. Inoltre la Commissione ha formulato proposte concrete su due aspetti problemi della PMI – l’integrazione transettoriale e transnazionale della sorveglianza marittima e la dimensione internazionale della politica marittima europea. Insieme, questi tre documenti forniscono prove incontrovertibili di come la PMI può sbloccare il potenziale economico di ampie zone marittime e costiere d’Europa, aumentando la sicurezza dei loro mari con una nuova governance semplificata e sfruttando le sinergie presenti in tutto l'arco delle politiche connesse al settore marittimo. Il Presidente della Commissione José Manuel Barroso ha dichiarato: “Il primo lancio di una politica marittima integrata tanto ambiziosa rappresenta un risultato di spicco dell’attuale Commissione e costituisce anche una sfida per la prossima Commissione. La politica marittima è un elemento indispensabile per l'attuazione di una politica sostenibile in materia di cambiamenti climatici e di politica energetica. Credo che quanto sinora realizzato ci consenta di compiere i prossimi passi con fiducia e con forza. Voglio, ad esempio, che le autostrade del mare diventino realtà. Per uno sviluppo responsabile e utile degli oceani e dei mari dobbiamo sviluppare la pianificazione dello spazio marittimo, la sorveglianza marittima integrata transfrontaliera e transnazionale e realizzare una rete di osservazione e di dati dell’ambiente marittimo." Joe Borg, commissario europeo responsabile degli Affari marittimi e della pesca, ha dichiarato: “Sebbene la Politica Marittima Integrata sia una politica europea molto recente, essa ha già permesso di cambiare il modo in cui l’Europa si raffronta con il suo patrimonio marittimo e ha posto le questioni marittime in primo piano nell’agenda europea. Il suo eccellente avvio deve spingerci a progetti ancora più grandi e più audaci in futuro. Deve incoraggiarci a continuare a spingere i limiti quando si tratta di adottare azioni concertate per il bene del nostro ambiente marittimo, per l’economia e la sicurezza marittima.” Progressi nella Politica Marittima Integrata La relazione sui progressi della PMI analizza i suoi risultati in due anni e fissa anche sei orientamenti politici strategici per il futuro: Integrazione della governance marittima: le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e le regioni costiere hanno una responsabilità particolare nel garantire l’integrazione della politica marittima a monte e l'adozione di una visione coerente e comune degli affari marittimi, contrastando ulteriormente la tendenza prevalente di una concezione della politica in forma isolata e settoriale. Realizzazione di strutture efficaci per la collaborazione transfrontaliera e per la consultazione delle parti interessate per utilizzare tutte le sinergie derivanti dalle politiche settoriali che hanno impatto sui mari. Sviluppo di strumenti politici trasversali: in particolare pianificazione dello spazio marittimo, conoscenze e dati marittimi coordinati e sorveglianza marittima integrata. Definizione dei limiti delle attività marittime per garantire la sostenibilità: nell’ambito della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, questa delimitazione garantirà che non siano permesse attività marittime senza una valutazione effettiva del loro impatto cumulativo sull'ambiente marittimo. Sviluppo di strategie dei bacini marini regionali: le priorità e gli strumenti di elaborazione delle politiche per gli affari marittimi devono essere adattati al particolare contesto geofisico, economico e politico dei grandi bacini marini europei. Sviluppo della dimensione internazionale della Politica Marittima Integrata: il ruolo guida dell’UE negli affari marittimi mondiali, compreso il cambiamento climatico e la preservazione della biodiversità marina, rafforzeranno enormemente la posizione dell'UE nelle relazioni multilaterali e bilaterali. Rinnovata attenzione alla crescita economica sostenibile, all’occupazione e all’innovazione: l'UE deve avere una agenda per gli affari economici e marittimi coerente e coordinata, che comprenda la promozione del trasporto marittimo intraeuropeo, lo sviluppo degli investimenti nelle navi battenti bandiera europea e nella cantieristica navale, che stimoli gli investimenti in navi non inquinanti e colleghi ulteriormente le politiche sull'energia e sul cambiamento climatico dell'UE alla politica marittima, assicurando che nella discussione sulla coesione territoriale la politica marittima e le aree costiere vengano esaurientemente prese in considerazione. Nel 2010 sarà pubblicato un documento politico che preciserà questi sei orientamenti strategici. Sorveglianza marittima Per permettere l'integrazione nel settore della sorveglianza marittima, la Commissione ha fissato principi guida che aiutano gli Stati membri a stabilire un ambiente comune di scambio di informazioni per le loro numerose autorità di sorveglianza. E’ una pratica ancora corrente negli Stati membri che ogni autorità di settore che controlla e sorveglia le azioni in mare raccolga dati operativi indipendentemente dalle altre autorità coinvolte. Se questi dati venissero condivisi, le attività di sorveglianza sarebbero più efficienti e più vantaggiose in termini di costi. Tuttavia la condivisione dei dati e l'interoperabilità dei sistemi di sorveglianza pongono taluni problemi tecnologici, legali e di sicurezza. La proposta della Commissione identifica questi problemi e propone altresì le relative soluzioni. Anche impiegando al meglio i sistemi esistenti, le diverse comunità degli utenti - dal controllo delle frontiere alla pesca, dal trasporto marittimo alla lotta all'immigrazione irregolare, dalle dogane alla difesa nazionale – potranno ottenere e migliorare il quadro marittimo complessivo che stimolerà e potenzierà la rispettiva efficacia operativa. Tra le altre iniziative considerate, stanno per essere lanciati due progetti pilota per testare in pratica l'integrazione della sorveglianza marittima - uno nel Mar Mediterraneo e nei suoi approcci atlantici e l'altro in un bacino marino dell’Europa del nord. Dimensione internazionale La Commissione ha pubblicato anche un documento strategico che espone le modalità per garantire che l’UE eserciti un’influenza più forte nella scena internazionale sulle questioni marittime al fine di potenziare la governance globale degli oceani e dei mari. Ciò rappresenterebbe la migliore garanzia per la salvaguardia degli interessi economici, ecologici e sociali dell’UE nella sfera marittima. La Commissione evidenzia numerosi settori che richiedono chiaramente soluzioni a livello internazionale, come la protezione della biodiversità marina, anche in alto mare, il cambiamento climatico, la sicurezza marittima, la protezione marittima, la promozione di condizioni di lavoro decenti a bordo e la ricerca marina. Inoltre passa in rassegna gli strumenti disponibili a livello internazionale, regionale, di vicinato e bilaterale per adempiere la sua strategia e le azioni prioritarie che intende intraprendere per contribuire alla governance marittima sostenibile a livello mondiale. Per ulteriori informazioni: si veda anche : http://ec.europa.eu/maritimeaffairs/subpage_mpa_en.html Relazione sui progressi compiuti: MEMO/09/455 Integrazione della sorveglianza marittima: MEMO/09/454 Dimensione internazione della PMI MEMO/09/453