IP/09/510 Bruxelles, 31 marzo 2009Ambiente: l'UE celebra i 30 anni della direttiva UccelliIl primo atto legislativo dell'UE per la protezione della natura, la direttiva Uccelli, celebra il 30° anniversario il 2 aprile. Tale normativa costituisce uno dei risultati di maggior rilievo della politica europea in materia di ambiente ed è cruciale per la strategia dell'UE volta ad arrestare la perdita di biodiversità. La direttiva Uccelli ha svolto un ruolo fondamentale nell'impedire la diminuzione di alcune delle popolazioni di uccelli più minacciate d'Europa, in particolare tramite la rete delle zone di protezione speciale. Grazie all'azione mirata dell'Unione europea, dei governi nazionali, degli ambientalisti e dei volontari al fine di attuare la direttiva nella pratica, per molte specie di uccelli è ora previsto un futuro molto più roseo. Tali specie comprendono la spatola bianca (Platalea leucorodia), l'aquila di mare (Haliaeetus albicilla)e l'aquila imperiale spagnola (Aquila adalberti). Esistono attualmente quasi 5 000 zone di protezione speciale (ZPS) che coprono circa il 10% della superficie dell'EU e costituiscono parte integrante della rete ecologica Natura 2000. La direttiva Uccelli rappresenta un esempio eccellente di responsabilità condivisa e di cooperazione fra i 27 Stati membri dell'UE. Il commissario dell'Ambiente Stavros Dimas ha osservato: "La direttiva Uccelli è uno dei grandi successi della politica ambientale dell'UE. È la traduzione in pratica del nostro impegno per la conservazione globale della biodiversità. Gli uccelli non solo sono belli di per sé e sono parte inestimabile del nostro patrimonio naturale, ma sono inoltre indicatori fondamentali della salute dell'ambiente. Gli uccelli selvatici dell'Europa hanno ampiamente beneficiato delle severe norme di protezione previste dalla direttiva. Ma restano grandi sfide da affrontare al fine di garantire che le popolazioni di uccelli siano in buona salute a lungo termine. La direttiva Uccelli è d'attualità oggi come lo era 30 anni fa ed avrà un ruolo fondamentale nella realizzazione della nostra politica in materia di biodiversità per molti anni ancora". La direttiva Uccelli: una riuscita A trent'anni dall'adozione, la direttiva Uccelli rimane il tassello più importante della normativa UE per la protezione degli uccelli dell'Europa ed è anche una delle politiche ambientali più riuscite dell'UE. Uno studio pubblicato nella rivista Science ha confermato che la direttiva ha notevolmente contribuito ad arrestare la diminuzione di alcune popolazioni di uccelli fra le più minacciate d'Europa. Il miglioramento della situazione di talune popolazioni, fra cui il petrello di Madeira (Pterodroma madeira), il pellicano riccio (Pelecanus crispus) e il marangone minore (Phalacrocorax pygmaeus) è dovuto in gran parte alla designazione delle zone di protezione speciale (ZPS). Una rete di quasi 5 000 ZPS copre più del 10% della superficie dell'Europa, come pure una buona parte delle zone marine costiere. La direttiva Uccelli è un eccellente esempio di cooperazione internazionale riuscita. Quando è stata approvata, nel 1979, l'UE era composta soltanto da nove Stati membri. Attualmente la cooperazione si estende a tutta l'UE allargata, con ZPS in tutti i 27 paesi. Le stesse norme sulla protezione degli uccelli si applicano in tutta l'UE e la Commissione è esigente quanto alla loro applicazione e, se necessario, adisce i tribunali nei confronti degli Stati membri. La direttiva Uccelli ha riconosciuto l'importanza delle attività umane, come la caccia, la pesca e l'agricoltura, che coesistono accanto alla natura. Gran parte della superficie coperta dalla rete Natura 2000 dovrebbe rimanere proprietà privata, ma ponendo l'accento sulla garanzia di una gestione sostenibile per il futuro, tanto sotto il profilo ecologico che sotto quello economico. Le sfide per il futuro Nonostante i progressi descritti, la diversità ricca di oltre 500 specie di uccelli selvatici dell'UE è ancora sottoposta a pesanti minacce. Secondo i più recenti studi scientifici, il 43% delle popolazioni di uccelli dell'Europa è minacciato o sta subendo una grave diminuzione, cosa che rappresenta una sfida importante per il completamento della rete Natura 2000, ivi compresa la componente marina. È altresì necessaria una maggior tutela degli uccelli comuni che dipendono ampiamente dalle zone rurali. I cambiamenti delle politiche agricole hanno comportato una diminuzione preoccupante dell'avifauna in habitat agricolo. Le popolazioni sono diminuite di circa il 50% dal 1980. Sebbene si stiano attualmente stabilizzando, occorre adoperarsi maggiormente per integrare meglio le esigenze in materia di tutela degli uccelli nelle politiche agricole e nelle altre politiche, al fine di ripristinare le popolazioni di specie importanti come la Gallina prataiola (Tetrax tetrax) e il re di quaglie (Crex crex). Lo stato di salute degli uccelli selvatici è sintomatico di pressioni più ampie che si esercitano sulla biodiversità, quali i cambiamenti climatici. Esistono già le prove di una variazione nella ripartizione di talune popolazioni di uccelli. Garantire alla natura lo spazio adeguato e adattare la protezione degli uccelli ai mutamenti del clima è una sfida cruciale per il futuro. La direttiva Uccelli inoltre contribuisce a mantenere gli impegni internazionali dell'UE riguardanti gli uccelli migratori. Poiché molte specie trascorrono parte della vita fuori dall'Europa, è essenziale cooperare con i paesi situati lungo le rotte di migrazione al fine di garantire la protezione necessaria alla buona salute di tali popolazioni di uccelli. Contesto La direttiva Uccelli è stata adottata in risposta alla crescente preoccupazione relativa alla diminuzione delle popolazioni di uccelli selvatici dell'Europa, dovuta all'inquinamento, al degrado dell'habitat e alle attività non sostenibili. Con tale direttiva è stato inoltre riconosciuto che gli uccelli selvatici, molti dei quali sono migratori, costituiscono un patrimonio comune degli Stati membri e che la cooperazione internazionale è necessaria per tutelarli efficacemente. Per maggiori particolari, consultare: http://ec.europa.eu/environment/nature/legislation/birdsdirective/index_en.htm